Una breve casistica dei tipi di alunno che ci si siedono davanti all’orale.
Il Prevedibile (Discipulus discipulus)
Fa quello che ha fatto tutto l’anno.
Quindi se aveva studiato studia, se no no. Rende esattamente tanto quanto ha reso in pagella e negli scritti, rendendo semplicissimo fargli la media, e non sembra particolarmente agitato.
Sono una minoranza esigua, ma esistono.
La commissione reagisce con una noia chiaramente visibile (quello di Ginnastica esce a telefonare, quella di Arte sbadiglia, quella di Francese si mette a parlare con quella di Inglese di figli, ricette o vacanze).
L’Emotivo (Discipulus Lacrimans)
Ha studiato più che poteva.
Piange, ma non subito, è scientificamente provato: piange con precisione svizzera dopo le prime due frasi, tra la terza e la quarta risposta. Indipendentemente che vada bene o male.
Piange in modo silenzioso e sofferto, o più raramente (se femmina) scoppia in un pianto dirotto con singhiozzi.
Istinto materno e paterno della commissione solitamente trovano il modo di rimetterlo in carreggiata, dopodichè l’esame di solito prosegue in modalità Bravo Agitato o Schiappa Consapevole.
La Bella Sorpresa (Discipulus cum botto)
Ha reso poco perché non era sotto pressione, durante l’anno?
Ha avuto una visione di se stesso alle superiori e si è gasato?
Aveva così paura dell’esame da tirar fuori i superpoteri?
La mamma gli ha shakerato Cocacola, Acutil, caffè e olio di fegato di merluzzo per colazione?
Non si sa.
Però arriva e stupisce tutti con effetti speciali. Sa le cose, parte da Educazione Artistica o Tecnica con un plastico o un circuito elettrico funzionante, porta le foto di un paese straniero in cui è stato, insomma fa qualcosa di originale. E rende meglio che in tutto il resto dell’anno.
Nella commissione qualcuno fa notare che “allora ci ha preso per i fondelli tutto l’anno”, qualcun altro dice “io lo sapevo che poteva dare di più”.
Il Blago (Discipulus Blago)
Solitamente maschio, ma non sempre.
Ha studiato. Perché è uno sveglio. Ma affronta l’esame con un certo scazzo, soprattutto le materie minori. Risponde con tranquillità e guardando i prof dall’alto in basso, con aria benevola, come a dire: sa’, vi do quest’ultima soddisfazione.
Di solito non è il migliore della classe, ma, se non lo sapevi già, in quel momento capisci che poteva diventarlo, solo che c’erano troppe altre cose importanti da fare che richiedevano assolutamente la Sua Divina Presenza.
Alcuni colleghi perdono le staffe. Io questi li trovo irresistibili, per cui, se non sconfinano nella maleducazione, di solito li difendo. Va detto che con la maggioranza di quelli fatti così, tra la simpatia che mi suscitano e qualche cazziatone ben calibrato quando esagerano, mi sono già trovata un modus vivendi durante l’anno, per cui delle mie materie di solito vanno bene.
La Macchina da Studio (Discipulus Automaticus)
Consapevole di avere poco tempo, infila otto collegamenti tra materie in ogni frase che dice, previene le domande, parla velocissimo per dire più cose possibile.
Somma goduria della commissione che ha un solo problema: zittirlo e mandarlo via dopo una ventina di minuti.
Il Bravo Agitato (Discipulus Anxius)
Si riconosce dall’occhiaia e dallo sguardo fisso. E’ preparato ma gli tremano le mani, non gli vengono le parole e si muove a scatti come un burattino.
E’ assolutamente impermeabile a qualunque tentativo di tranquillizzarlo facendogli notare che aveva degli scritti altissimi o che sta andando benone.
Rende meno di quanto potrebbe e quando se ne rende conto si agita ancora di più.
Quasi sempre, in corridoio c’è una madre che si sta annodando le budella intorno al polso, nell’attesa.
La Schiappa Consapevole (Discipulus Humilis)
Sa di essere stato ammesso per grazia ricevuta. Esce da una settimana di scritti che gli sono sembrati la decifrazione della scrittura lineare A e ha giustamente presente che nove o dieci docenti possono fare di lui polpette.
Non alza la cresta, e di solito nemmeno la voce, quando capisce che i prof stanno completando le frasi al posto suo sta al gioco e aspetta l’imbeccata, buttando qua e là una parola per far vedere che c‘è anche lui.
E’ un tipo di esame orale faticoso, ma almeno non tenta l’arrampicata sullo specchio.
Lo Sfacciato (Discipulus Merdae Vulto)
Si riconosce subito perché immancabilmente arriva senza i disegni di Artistica, o le tavole di Tecnica.
L’arrampicata sullo specchio è proprio la disciplina sportiva in cui eccelle lo Sfacciato, che non ha studiato un cazzo o ha studiato solo una settimana scarsa, ma crede di sapersi muovere, di poter girare le domande a proprio piacere e vantaggio, di poter ripetere due volte la stessa cosa magari sbagliata così il prof cambierà domanda.
Questo fa incazzare gli insegnanti delle materie pesanti come Storia e Scienze, io per esempio divento veramente fastidiosa, e quando il tipo se lo merita attuo la tecnica dello sciame d’api impazzito: decine di domandine una dietro l’altra, brevi e secche, così o le sai o non le sai.
Lo Sfacciato non le sa. Ma naturalmente alla fine esce, un po’ scosso, ma sulle sue gambe. A me e a quella o quello di Matematica ci vuole la pausa pipì o caffè, dopo uno di questi, per evitare di aver la faccia troppo scura quando entra quello dopo.
Il Piovuto da Marte (Discipulus De Alieno Mundo Praecipitans)
Sembra che non gliel’abbia detto nessuno, che era in terza e alla fine c’era un esame.
Porta le ricerche ancora in brutta, o con le correzioni a matita dell’insegnante non cancellate, gli mancano i pezzi ma si è ricordato il flauto, per cui suona (male) un breve pezzo e poi si ferma, guardando la commissione con l’aria mansueta come a dire: “Ora posso andarmene?”
Ho visto colleghi diventare verdi e strappare la camicia coi bicipiti, di fronte a una roba del genere. Io di solito non mi spreco, lascio parlare il sopracciglio, quelli così non è all’esame che imparano qualcosa. Grande stanchezza quando se ne vanno, senso di insuccesso, di solito dopo questi chi reagisce come me va alla macchinetta e si fa un Tronky o un Duplo direttamente in vena.
L’Impanicato (Discipulus Qui Facciam Sbattet in Asperam Examis Realitatem)
L’Impanicato non ha fatto niente, o ha fatto lo stretto indispensabile per essere ammesso all’esame, all’ultimo, e te lo ha fatto chiaramente sapere, mostrando sicumera e faccia come il didietro mentre i suoi compagni si davano da fare per preparare i collegamenti e le ricerche e lui ti portava ricerche scopiazzate in ritardo. L’Impanicato ha sghignazzato in piazza con gli amici fino al giorno prima, dedicando all’esame frasi che cominciavano tutte con “ma”:
“Massì!”
“Ma cazzo me ne frega!”
“Ma cosa vuoi che mi chiedano!”
“Ma cosa sarà mai ‘sto esame, oh!”
Poi viene il suo turno e, oh sorpresa! Ahi dolore! HA PAURA!
Anzi: HA PAURISSIMA!
Anzissimo: SI STA CAGANDO SOTTO!
Sintomi clinici: pallore, sbattimento delle palpebre, sudorazione copiosa del labbro superiore, balbettio e uno o due conatelli di vomito a inizio interrogazione.
Sorriso malvagio di ogni singolo professore della commissione, che lo aspettava al varco.
Questi (IMMANCABILMENTE) cominciano da una mia materia. Perché io sono, porca vacca, troppo buona, e loro sanno che non sopporto l’idea di lasciarli annegare nel terrore (né, per la verità, di dover uscire correndo da un‘aula che puzza di vomito fresco), nemmeno quando se lo meriterebbero.
Io posso in qualche modo, tra Geografia, Storia e Letteratura, farli iniziare a parlare in modo più o meno coerente e riportare i sintomi clinici sotto il livello di guardia. Mentre lo faccio, mi sento stupidamente collaborativa e materna, mi dò della scema, ma tranquilli: dopo le mie materie, prima o poi, devono passare sotto quella di Matematica. E di solito lì dal thriller si passa all’horror, quindi menomale che almeno io li ho aiutati, altrimenti ci saremmo ritrovati con una bocciatura in sede d’orale, che per una commissione è la madre di tutte le rogne.
giovedì 24 giugno 2010
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)



6 commenti:
me lo togli uno sfizio? Ma cos'è tecnica, in Italia? perché in Svizzera non esiste. Esiste educazione tecnica, che però sono lavori manuali tipo cucito, e ho come la vaga impressione che non c'entrino nulla.
Ti spiace se porto questo post (senza dire del blog) al mio prof di lettere? Scusa, è delizioso questo tuo articolo.
Baci
Minerva
ME-RA-VI-GLIO-SO!
tassonomia meravigliosamente precisa, collega!
geniale!
io mi auto-classifico come Brava Agitata - è stato così per esami tesi e chi più ne ha più ne metta - ma senza mammà e le sue budella a girella nel corridoio.
Sì però credo che il genitivo di EXAMEN sia EXAMINIS...maman haissable
See mamma c'hai ragione, ma se è per questo devo aver sbagliato anche un ablativo, in realtà non ho utilizzato altro che il famoso latino maccaronico di "Nutella Nutellae", se ben ricordi (mamma tornat quia dimenticata est clavem centoventisettis...).
Ehh 'ste madri criticone... non c'è passaggio in ruolo che tenga con voi...
Posta un commento