Con oggi, giorno in cui tutte le scuole medie d'Italia hanno somministrato la prova nazionale di italiano e matematica, la mia parte di lavoro relativa agli scritti d'esame finisce.
Con una brezza sorprendentemente fresca ho fatto la mia solita passeggiata nel parco, con la De, continuando la buona tradizione della camminata buddhista che ho inaugurato da quando, il weekend scorso, non sono andata al rito previsto ad Avigliana "per stare con la mia famiglia" e poi non ho visto i miei, non ho telefonato a mia zia, e ho litigato con mio marito (che strike, eh? la prossima volta vado dai miei lama, che faccio meno danno).
Riflessione della settimana: in certi periodi della mia vita ho pregato tanto, tantissimo, passando anche tutti i giorni in chiesa e provando anche grandi gioie. Ma a volte mi è capitato di non poter andare a messa, e al massimo mi sono sentita in colpa. Non mi è mai successo di sentirmi triste perchè non potevo andarci.
Domenica ero tristissima perchè non andavo avanti coi miei insegnamenti buddhisti. Ero proprio abbattuta. Ho preso nota di questo fatto, dopodichè, dato che non si addice granchè alla mentalità buddhista abbattersi (e nemmeno ringhiare di gola al proprio marito) ho fatto questa passeggiata meditativa con la piccola De.
Da allora la mia chiesa, il luogo di culto da cui passare quotidianamente per assorbire le emozioni della giornata e pensare a qualcosa di più elevato, è un viale di tigli nel parco più bello di Asti.
Ho ripreso in mano i miei studi sul buddhismo e sono incartata perchè certi concetti sono un casino, inoltre devo per forza trovare il modo di parlare con il lama residente ad Avigliana della mia (eventuale? prossima? futura? dubbia? certa? discussa? ovvia?) iniziazione.
Mi dispiace andare così piano, intanto però è un grossissimo insegnamento per chi come me ha alcune virtù ma, tra queste, assolutamente non conta la pazienza.
Poi non è che certe cose vengano proprio facili come bersi un bicchier d'acqua (o una più tibetana tazza di tè). Quindi ci vuol tempo.
Menomale che, mentre il tempo passa, i tigli profumano.
giovedì 17 giugno 2010
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9 commenti:
Forse Dio esiste. E sono cresciuta in una famiglia piuttosto stramba, a dire il vero. Mio padre è abbastanza credente, ma ha le sue riserve. Mia mamma è atea, mio nonno materno è protestante e la nonna materna è atea. Quindi, siamo piuttosto misti.
Solo che ho sempre pensato che basta una camera da letto per fare una chiesa, basta una persona. Perché se è fede, c'è anche senza la chiesa. Assomiglio molto al credo protestante, più che a quello cattolico.
ma sei sicura che questa Minerva ...non sia il mio doppio?
Certe volte mi geli. Forse sono le persone che non hanno il dono della pazienza e sanno quanto questo le limiti che cercano un silenzio interiore. Io non ci sono ancora riuscita ma a forza di prove, di tentativi e di ascolto di chi apparentemente ci è riuscito, qualche tecnica l'ho imparata. Solo che è ancora tutto poco spontaneo, non mi sento io, che sono infondo passionale, impulsiva e istintiva.
io sono fondamentalmente miscredente, atea, agnostica, razionalista, illuminista, anticlericale.
ma c'è stato un periodo in cui, su suggestione di un'amica, mi sono accostata al buddismo: alcune cose sono affascinanti, ma c'è comunque troppa fede per una come me. il massimo che posso fare è darci dentro con lo yoga.
@Minerva: Non so. Qua la questione è: prima di preoccuparmi di Dio, che secondo me, comunque lo si voglia identificare, c'è, ho una vita da vivere. E vorrei una guida morale, solida e senza crepe, che la chiesa cattolica non mi dà più. Vorrei un modo di guardare le cose di cui fossi realmente, profondamente convinta, tanto da poter mettere in discussione tutto per essere coerente.
Vorrei anche una comunità in grado di accogliere, aiutare, guidare e sostenere, non solo di bacchettare sulle dita.
@Anonimo: sei tu mamma? Eh... sì, vi somigliate parecchio.
@MC: perchè ti gelo? Senza dubbio una con un processore che gira alla velocità del tuo, per riuscire a fermarsi ad ascoltarsi sotto un tiglio, deve quasi usarsi violenza... ma in realtà io sto bene coi buddhisti perchè certe cose, che se me le fossi imposte mi avrebbero stressato a sangue, messe come le mettono loro mi vengono naturali.
@noisette: lo yoga è cosa molto buona, di fede non ne richiede, di spiritualità invece credo di sì, e tanta; io l'ho cominciato come una ginnastica, però poi si è spostato "dentro". Se è vero che crea equilibrio e unione (la radice della parola, yug, vorrebbe dire quello) per forza quel che fai col corpo non lascia indifferente l'anima.
Perché vorrei farmi violenza e fermarmi definitivamente ad annusare i tigli...
Ma se è farsi violenza non sarà forse quello di cui hai davvero bisogno.
Ci sono anche persone che devono correre, muoversi, come i cavalli. Perchè ti credi che la mia migliore amica qui venga definita Cavallino? Lei non ha mai smesso di muoversi in spazi aperti, quando lo ha fatto è stata male.
Capito perché mi geli? perché mi fai pensare. Del resto far pensare è pure il tuo pensiero, n'est-ce pas?
Errata corrige. Volevo dire "Del resto far pensare è pure il tuo mestiere, n'est-ce pas?". Vado troppo di corsa, appunto.
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