Mare forza due. Cioè quel tanto di onde che bastano a sapere di essere lontani dalla terraferma.
E sulla mia zattera, allegramente saltellante su piccole creste d'acqua, salgono e scendono qua e là, mentre veleggio tra queste ultime isole, alcuni naufraghi, qualche nuotatore professionista, compagni di viaggio stanchi o agitati, mentre molti giovani delfini mi accompagnano con salti e spruzzi e i loro versi simili a risate.
Queste aule, dalle profondità insondabili, dal vento mutevole, sempre in bilico tra una brezza rigenerante e lo scatenarsi di un tifone, tra tre giorni saranno vuote.
Il sole allora brucerà. Oggi ancora mi godo il profumo del sale e il richiamo dei gabbiani.
Cominciano a essere parecchi, i branchi di delfini che in questi anni ho visto sparire all'orizzonte. Felici. E rumorosi.
Si sta bene, in questo mare azzurro.
Come sono lontane le spiagge aride e inquinate di quelli che sminuiscono questo lavoro, credendo che quel che attrae noi navigatori siano le garanzie contrattuali e i giorni di ferie. Popoli ignoranti ai quali, con infinita pazienza, bisognerebbe spiegare che certo, i soldi servono, le ore libere sono una manna, il posto fisso è una benedizione, ma alla fin fine alcuni di noi sarebbero disposti, sopravvivenza permettendo, a navigare anche per meno, perchè quel che ti fa scendere dal letto la mattina non è la promessa di tre mesi di ferie, è l'amore per il viaggio, la scoperta, il rumore delle onde. Perchè, se togliessero le ferie, o facessero lavorare anche la domenica, ci sarebbe sempre una parte di noi che andrebbe avanti ugualmente. Se ci lamentiamo è perchè a nessuno piace essere ostacolato e sminuito nella sua professionalità, non serve a niente paragonare il nostro lavoro con quello degli operai in miniera, insegnanti devono essercene e i bambini non potrebbero comunque stare a scuola diciassette ore al giorno, è un mestiere che funziona così, ma ciò non è un buon motivo per pensare che chiunque lo fa lo faccia per comodo.
Che vita triste deve fare certa gente. Perchè niente mi leva dalla testa che chi fa commenti come questo:
ma com’è che le aziende che strapagano, pagano la formazione, fanno lavorare 24 ore alla settimana, fanno fare tre mesi di ferie all’anno, le conoscono solo gli statali?
E ci hanno tutti lavorato prima di fare gli statali?
Ma poi inspiegabilmente se ne sono andati per finire a guadagnare poco, lavorare tantissimo ed essere maltrattati?
(lo trovate qui)
non siano quelli che fan fatica a mettere insieme il pranzo con la cena, ma quelli che soldi ne hanno, e giudicano la vita in base a "X guadagno di più di Y" o peggio ancora "X guadagna come Y, ma è più fico perchè guadagna come Y ma facendo meno"; quelli che, lasciando stare ovviamente i casi di necessità, prima di sapere cosa devono fare, in un lavoro, chiedono quanto saranno pagati. Che, nella mia snobissima testa, sono paragonabili a quelli che, prima di aprire un libro, guardano quante pagine ha.
E se sulla persona che cito, di cui non so niente in effetti, mi sbaglio, beh, menomale, chiaramente queste sono inferenze arbitrarie della mia testa snob, ma senza dubbio mi permetto di notare quante altre volte ho già sentito queste critiche e quanto sono brutte le spiagge di quanti le fanno, dato che assurgono a giudici, senza nessuna competenza, del lavoro degli altri. Anche io quando compro il pane dico "è buono" o "questo pane non mi piace, andrò a comprare da un'altra parte", ma non vado nel retrobottega a spiegare al panettiere dove sbaglia, o perchè fa il panettiere.
Cosa abbiamo chiesto, noi? Solo di navigare in santa pace. Mica di sdraiarci sulle spiagge a non fare un cazzo. E che taglino altri sprechi, perchè a noi le sedie, le lavagne e i gessetti servono. E non mi venite a dire che non vi vengono in mente lavori ultrapagati da cui si potrebbe tagliare.
Poi bisogna proprio non capire un cazzo di bambini, per non sapere che se ci lamentiamo di dover fare le stesse cose di prima in meno ore, o perchè abbiamo trenta alunni invece che venti in ogni classe, è perchè sono i ragazzi che vengono danneggiati, non noi. Perchè le cose fatte in fretta o ammassate si fanno meno bene. Noi al massimo ci sentiamo un po' più stanchi a fine giornata: meglio, così ci sentiremo un po' meno in colpa perchè non lavoriamo in miniera, visto che sembra che tutti sappiano cos'è la fatica tranne noi, e che dobbiamo vergognarci di quel che facciamo. Ma, io mi chiedo, chissà se questi commentatori supponenti vanno anche a rompere le scatole ai dirigenti di banca perchè staccano alle quattro, o ai calciatori perchè prendono milioni per rincorrere un pallone la domenica. O a gente come il mio amministratore di condominio, che sostiene di non averci potuto convocare in assemblea nè seguire nelle questioni del caseggiato per un anno e mezzo perchè sua moglie ha avuto un figlio e suo suocero è stato male, ma poi stranamente, per farsi rinnovare l'incarico e pagare, il tempo lo ha trovato.
Una cosa, gente, a me sembra chiara come il sole. Se vado dal dentista come paziente, certamente so se mi cura bene e se provo dolore, ma non è che essere stata sdraiata sulla sua poltrona mi permetta di fare il dentista a mia volta. Ecco: non è perchè siamo tutti stati seduti in un banco di scuola che possiamo sapere come, e tantomeno perchè, si sta dietro una cattedra. Invece in questa professione continuiamo a sentir straparlare gente che ne sa più di noi, pur facendo un altro mestiere.
La cosa brutta è che molti di questi votano per chi danneggia i loro stessi figli, e poi se la prendono con chi cerca di mantenere la rotta nonostante le secche e gli scogli, perchè nella loro idea di persona ognuno lavora solo per il proprio tornaconto, e quindi non esiste che ci lamentiamo perchè vediamo scadere la qualità dell'offerta formativa, ma solo che, avendo il pomeriggio libero, vorremmo anche la mattina. Che piccola, piccola e arida visione dell'uomo.
mercoledì 9 giugno 2010
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5 commenti:
C'è tanto amore per il tuo lavoro in questo post. Davvero, tantissimo.
Continua a scrivere,, ti prego. Non perdere mai questo blog. Non lasciarlo andare in malora.
baci
Minerva prego.
tranquilla Minerva, ora finisce la scuola, ma cominciano gli esami... anche se, lo confesso, sto preparando un blog estivo di tutt'altro contenuto...
Anche auleintempesta potrebbe prendersi un po' di ferie! Ma ci saranno per tutta l'estate degli sviluppi (imparerete tutta la topografia dell'Astigiano mentre io e l'Uomo faremo congetture su dove potremmo finire a lavorare!)
grazie, collega.
Io penso che non c'è nulla da fare. Avere convincimenti radicati semplifica la vita, e se il problema fosse solo sopportare le battutine di quelli che tanto tu hai tre mesi di ferie potrei anche rassegnarmi. Certo, sentirselo dire dalla cognata che (porca miseria!) ti vede anno dopo anno passare le nottate e le domeniche e i pomeriggi estivi a leggere e studiare e lavorare, ti fa toccare con mano che i pregiudizi, quando mettono radice, chi li ammazza.
Quello che mi fa rabbia è che questo serve solo a giustificare lo sfascio della scuola, e senza scuola anche le ziette e i piccoli imprenditori e il panettiere e la nonna del commercialista, prima o poi, pagheranno un prezzo molto salato.
Ma il futuro è lontano, no?
Senza dubbio, LGO, e non dimenticare che viviamo in un Paese ricco e avanzato, con politici che tutti ci invidiano, e che - loro sì, paragonabili ai minatori - fanno "un lavoro che è iun inferno" (questa l'ho letta tre minuti dopo aver postato questo pezzo...), Quindi sorridi. Anche perchè chi non sorride danneggia l'immagine...
Ma toglimi una curiosità: almeno, i cessi ve li hanno riparati???
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