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martedì 8 giugno 2010

Lieto fine

Ne vedi di coppiette, alle medie.

Ovviamente non ci sono scene particolarmente eclatanti. In linea di massima la politica della scuola, a Paesino di Sogno, è tollerare la mano nella mano e il braccio sulla spalla, ma solitamente non c'è molto altro di evidente da censurare. Il Gigante, per esempio, sul bacio e sull'abbraccio interviene, dicendo bonariamente, ma con serietà, che non è il caso. Ma se ne vedono di rado, abbracci, e in otto anni io non ho mai visto un bacio sulla guancia: ho visto un unico, rapido e sentitissimo bacio sulla bocca, tra due affarini timidissimi che avevano passato l'intero intervallo fermi impalati vicini, a non parlarsi e non toccarsi, fino alla campanella.
Salvo sentirmi raccontare delle evoluzioni "tipo aspirapolvere" del Danno con l'Odalisca, che però si erano svolte in orario pomeridiano, con la Bidella di Burro come unica spettatrice (per giorni, poi, il Danno inseguì nei corridoi la Bidella di Burro, al grido di: "Mimmaaaaah! Vieni qui che bacio anche teeeeh!").

Invece le coppiette sono tante, e si vede dal fatto che i due stazionano tutto l'intervallo appoggiati allo stesso termosifone, o lo passano a girare per il cortile mano nella mano; qua e là i più audaci si siedono prendendo la fidanzatina sulle ginocchia. Molti invece girano il corridoio affiancati, senza quasi guardarsi l'un l'altro o parlarsi, con lo sguardo assorto davanti a sè.

Da circa quattro mesi il termosifone dopo il calciobalilla, nel corridoio dei laboratori, era occupato da Terremoto, di II B, e da Grande e Gentile, di III C: compagni di judo e di scuola.
Presso il loro termosifone, ricevevano gli amici in coppia, oppure stavano fermi a chiacchierare vicini. Terremoto ha fatto un bel temino su di lei e su quanto erano felici: forse il primo tema in cui si è veramente impegnato da quando lo conosco.
Quando è finalmente venuto il sole, abbiamo cominciato a uscire in cortile, e loro due, visti da fuori, erano incorniciati dalla finestra sopra il termosifone, in uno spazio distribuito con esattezza, come in un quadro. Ho fatto caso a questo particolare, e in quella lui si è voltato verso il giardino, e mi ha fatto un saluto, e un sorriso beato.

Due giorni dopo sto interrogando Grande e Gentile e lei si impappina, così le dico:
"Ma la sai o non la sai? Non inventare, se no fai come il tuo fidanzato, di là, che mi ha messo i rinoceronti nelle praterie del Nord America..."
Lei fa una faccia strana e io (a proposito di rinoceronti):
"E' sempre il tuo fidanzato, no?"
Le si stravolge la faccia. Acc, ho detto la mia cazzata...
"Oddio, Grande e Gentile, scusa. Va beh, continuiamo, dai..."
Le viene da piangere.
"Prof..."
"Sì. Cosa posso fare per te?"
"Posso andare in bagno, dopo?"
"Sì."
"Ci posso andare anche subito?"
"Certo."
Esce, seguita a ruota dalla sua migliore amica, con la quale è bastata un'occhiata. Poi torna e finisce l'interrogazione (lo so, sono Mengele, non mi odiate).
All'intervallo mi scuso ancora con lei, ma non posso proprio aiutarla.

O forse sì. Perchè dopo vado in II B e, all'uscita, Terremoto approfitta del caos urlante nel corridoio per dirmi, quasi in un orecchio, ma camminando spedito verso i pullmini (il posto sul pullmino è una questione di status sociale, non lo si cede ai primini, nemmeno dopo un divorzio):
"Prof, è finita con Grande e Gentile..."
"Perchè? Hai altri interessi?"
"Ma io no... mi ha lasciato lei!"
Ah!, penso.
"Ma perchè?"
"E io che ne so? Mi ha fatto un discorso, non so, e così alla fine non stavamo più insieme..."
Sta fuggendo verso il pullmino, ma intravedo lo sconcerto nei suoi occhi, che sembrano due pezzi di vetro verde e di solito ridono di qualunque cosa.

L'altroieri, mentre Terremoto ricopia diligentemente (o quasi... se si chiama Terremoto sarà per un motivo) sul quaderno le correzioni al suo tema, gli butto lì, dato che lo vedo ancora un po' strano:
"Ma tu, dovevi proprio spezzare il cuore a una di terza a dieci giorni dall'esame?"
"Ma prof, è lei che ha lasciato me!!!"
"Ah già, me l'hai detto..."
Poi butto lì:
"Ma sei sicuro che vi siete capiti bene?"
E proseguo il giro fra i banchi.

Stamattina entro in II B:
"Prof" mi grida dall'ultimo banco Pasticcino Svizzero, "deveritirareisoldiperildiario scolastico!"
"Prof" mi assalta alzandosi Cuba, "hoisoldiqui, conl'autorizzazione, ma nonhoillibrodellabiblioteca, nonlotrovo!"
"Prof, miamadrehafirmatoildettato, glielomettoqui?" si insinua l'ombra alta di Punta di Diamante alle mie spalle.
"Prof, ledevoridareisoldichemihaprestatoperlamerendina!" arriva Lagnosetta, con cinquanta centesimi in mano.
E dalla fila centrale, urlando a mia difesa, Terremoto:
"OOOOH ma non aggreditela!!!"
Li rimando tutti faticosamente a sedere, arrivo a posare la borsa alla cattedra, torno indietro a chiudere la porta, e mi siedo...
E chi si è materializzato silenziosamente al mio fianco, mani dietro la schiena e aria di grande deferenza come suo solito? Terremoto.
"Cosa ci fai qui?" strabilio. Non aveva detto agli altri di non aggredirmi?
"Prof, io e Grande e Gentile stiamo di nuovo insieme."
"Oooh, ma lo vedi, che c'era qualcosa che non mi tornava?"
Che bello, Terremoto, quando ti sorridono gli occhi.

(E parte la musica:
"Dreams are my reality...")

1 commento:

minerva ha detto...

Sarà che vivo in una città più grande di Paesino di osgno, sarà che nabboiamo un direttore molto, troppo tollerante, ma le coppiette da noi ci sono, e ci sono baci, abbracci e pure efusioncine in gita.
Una mia compagna ha avuto l'ardire di baciare un compagno nell'ora di mate... Il prof non se n'è accorto, ma mi sembra davvero eccessivo.
Baci
Minerva