La scuola di Paesino Blu è piccola, bella, ben tenuta. Non ho ancora conosciuto la II B ma, se sono come la I B dove oggi ho fatto supplenza, andrà benone. In sala prof non si grida e non ho ancora intuito l'esistenza di alcune strutture tipiche di Scuolina Rosa, come le trappole per tigri nel terreno, i bocconcini alla stricnina nella macchinetta degli snack e le pinze per strappare le unghie alle colleghe. Il bagno dei docenti ha persino una porta che chiude senza che ti resti in mano la maniglia. E che si riapre quando devi uscire. (Non ditelo alla Gelmini, per favore, o ci taglierà anche i fondi ai Comuni per la manutenzione dei locali ad uso pubblico.)
A Paesino di Sogno, è ufficiale, il trauma di essere spostata, per un terzo del mio orario, dal corridoio di sudovest con vista sulla chiesa barocca a quello opposto con vista sulla statale si è ormai riassorbito, grazie ai 21 placidi e beneducati alunni di I C.
Che oggi hanno preso i primi voti di lettura. Piuttosto positivi.
Quindi qua rischiano di esserci giorni in cui non so di che lamentarmi, scandalizzarmi e/o incazzarmi, e questo blog potrebbe essere destinato a diventare mortalmente noioso, ma per fortuna c'è la III B.
Ho consegnato i dettati, stamattina (pressione arteriosa dopo la correzione, 120-270).
Quattordici 4, tre 5, due 6, un 7 e un 8.
"Prof, è arrabbiata?"
[No, chiedo. Ma quanto possono essere CRETINE le domande dei tredicenni?]
"E no, guardate, son di buon umore. Due anni che facciamo dettati a raffica, e in tre mesi mi crollate così. Ma scusate, da un'estate all'altra, quando vi buttate in acqua affogate o sapete nuotare? E se io adesso mi mettessi a togliere al giudizio complessivo dei temi un voto ogni errore ortografico che trovo, come la vedreste?"
"Perchè... lo può fare?"
Risata satanica degna della strega matrigna: "Non vedo chi potrebbe impedirmelo..."
Domattina detto il titolo di un libriccino di soli esercizi di ortografia, e se i librai di Paesino di Sogno non lo fanno arrivare entro cinque giorni, rospi, zanzare e locuste devasteranno la valle e le sue coltivazioni, quant'è vero che mi chiamo Castagna.
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Una divagazione
Per la gioia di Perboni e di altri patiti del trash, la strega matrigna ormai nel mio immaginario è diventata questa, grazie a uno spettacoloso link su Facebook dove trovate le versioni erotiche di tutti i principali personaggi della Disney, disegnati benissimo (in particolare è strepitosa quella che SDMS ha definito Pornotrilli. Ma vi avviso che i personaggi maschili a mio parere sono interpretati con occhio un tantino gaio, salvo solo il principe Filippo che è sempre e comunque un fico fotonico, fin da quando io avevo tre anni.)



2 commenti:
Oddio...
Certo che ad un dettato un 4 è un po' misero. Ma che tipo di errori erano?
Baci
Minerva
Beh, "non l'ho so", "me ne da un pò", "Soffre d'insogna" erano tra i più gettonati.
Devo anche dire che i miei dettati sono di solito otto o dieci frasi tipo "Se se ne sta lì da solo, può darsi che ciò significhi che non è qui con gli altri perchè non ne ha voglia. Se c'è qualsiasi problema sa che può chiedere consiglio, foss'anche per quisquilie." Dentro a una frase del genere, per un ragazzino di media ignoranza ci sono dalle 10 aslle 20 possibilità di ceffare qualcosa.
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